Come affrontare le montagne quotidiane della vita

Affrontiamo le nostre personali montagne ogni giorno. Qualcuna piccola. Qualcuna grande. C’è sempre una vetta che vogliamo raggiungere. Potrebbe essere quella di correre qualche kilometro prima di andare al lavoro, raggiungere quella sospirata promozione oppure portare avanti il nostro business.

La montagna può rappresentare una perfetta metafora delle sfide che ci troviamo a fronteggiare ogni giorno e possiamo trarne ottimi consigli.

Una guida per raggiungere le vette della vita:

Bagaglio leggero. Ogni oggetto inutile complica le cose e ci distrae dall’esperienza. Oltre lo stretto necessario, gli oggetti non rendono la nostra vita migliore. Spesso causano stress e ci allontanano dalle cose più importanti. La vita è troppo breve per essere gravata da beni eccessivi, bagaglio emotivo o rimpianti. Pensieri positivi, relazioni ed esperienze non pesano nulla. Impiliamole le une sulle altre. Ci trasporteranno fino alla cima.

Fai un passo alla volta. Qualsiasi grande impresa può essere suddivisa in una serie di singoli passaggi. Se ci focalizzassimo solamente sulla vetta, verremmo sopraffatti dalla frustazione. Se la vetta è troppo intimidatoria, suddividiamola in tanti piccoli passi, focalizzandoci su ognuno di essi. Alla fine sarà un passo a portarci fino alla cima.

Non partire solo. Durante la salita, un compagno è d’obbligo. Per sicurezza, supporto, motivazione e semplicemente per condividere il viaggio. Saremmo sciocchi e metteremmo la nostra vita in grosso pericolo avventurandoci da soli.  La vita è fatta per essere condivisa con gli altri. Rende le valli meno profonde e le cime più alte. Le relazioni esaltano l’esperienze e aiutano a fare cose che si rivelano impossibili da soli. Non usciamo di casa senza il nostro team di supporto.

Ascolta gli esperti. Se incontriamo una guida, a metà strada, che ci avverte che se non raggiungiamo la cima entro mezzogiorno dobbiamo tornare indietro, è meglio ascoltarla. Le possibilità di temporali nel pomeriggio sono molto elevate. Da amatori, non avremmo potuto saperlo. Tutti dovremmo sperimentare la nostra propria strada ma è sciocco non imparare guardando e osservando la guida di esperti. Scegliamo i nostri modelli saggiamente e teniamoli vicini nel nostro viaggio.

Rallenta. Come dice Yvon Chouinard del marchio Patagonia: “Si tratta di come ci siete arrivati. Non di quello che avete raggiunto.” Nonostante quello che vi diranno i colleghi o gli avversari, non c’è fretta. Affrettandosi in montagna si rischia di scivolare, non acclimatandosi all’aria rarefatta, la stanchezza e nei casi più gravi la morte. Nella vita il rischio più grande è quello di perdersi la bellezza di ogni giorno nella frenetica rincorsa verso la cima. Ricordate, la vetta è secondaria al percorso.

Guarda indietro e goditi il panorama. Non c’è nessuna garanzia di conquistare la vetta, ma abbiamo sempre la possibilità di fermarci, fare un respiro profondo, sorridere e goderci la vista, sia che si tratti di miglia di deserto o due metri di nebbia. E’ tutto splendido. Ogni momento della vita è un nuovo panorama da apprezzare.

Conserva un pò di energia per la discesa. Abbiamo pensato dozzine di volte che la cima fosse “giusto al di là di quel picco” prima che lo fosse realmente. Conserviamo le energie. Le cose andranno inevitabilmente più lunghe di quanto ci aspettassimo. Non scoraggiamoci. Economizziamo il capitale, l’energia e guidiamo in modo appropriato. Immaginiamo una maratona. Potremmo avere bisogno delle nostre riserve proprio quando meno ce lo aspettiamo.

Raggiungere la cima è facoltativo. La discesa è obbligatoria. Ed Viesturs, il primo uomo americano ad aver scalato tutte le 14 vette oltre gli 8000 metri senza bombole di ossigeno dice: ” La vetta sarà ancora lì domani. Se fosse necessaria una maggiore pianificazione, una squadra più forte o più supporto, rimanda la salita ad un momento in cui la riuscita è più sicura e più probabile. Se sei fuori gioco, fermati e torna indietro, solamente per tornare domani più forte e più esperto.” Restiamo obiettivi e non lasciamo che l’eccitazione a breve termine intralci il nostro appagamento a lungo termine.

La sconfitta fa parte del processo. Accettiamo il fatto di non poter raggiungere la vetta ogni volta. Le cadute sono inevitabili. Impareremo solamente dalle nostre sconfitte. Accogliamole.

Una sentiero arduo non è altro che una sfida. Una sfida è semplicemente un’opportunità sotto mentite spoglie. Non raggiungeremo ogni vetta, ma diventeremo persone migliori ad ogni tentativo.

Ci sarà sempre un’altra montagna da conquistare. Non puoi conquistarle tutte. Le arrampicate precedenti ti stanno semplicemente allenando per quelle future. Con la giusta strategia, raggiungerai la meta senza difficoltà. E quando la tua vetta arriverà, sarai pronto.

 

eKoodo