Un antidoto alla crisi: valorizzare il merito!

“In questo particolare periodo, non scarseggia solo l’occupazione, ma anche il riconoscimento dell’impegno profuso nella propria attività professionale. È questa componente a generare relazioni umane più articolate e profonde di una semplice transazione economica.”

Partendo da questa frase, trovata in un articolo del giornalista Luca Tobagi apparso sul Corriere.it qualche tempo fa, abbiamo deciso di scrivere questo post che ha un sapore speciale per il nostro team perché è proprio con l’intenzione di diffondere un sentimento di meritocrazia e di gratitudine, che possa aiutare concretamente i bravi professionisti, che è nata la nostra start-up.

Nel suo articolo, Luca Tobagi, scrive:

“Come clienti, può capitarci di rimanere delusi da un prodotto acquistato o da un servizio ricevuto. Tale delusione di solito non nasce solo perché si è pagato un prezzo: spesso riguarda il mancato soddisfacimento di un’aspettativa ed è tanto più acuta quanto più percepiamo la distanza o il disinteresse di chi sta «dall’altra parte». L’esecuzione meccanica di un compito può non bastare. E se da un lato è indispensabile che i lavoratori siano trattati con rispetto e ricompensati in modo equo, dall’altro è necessaria la consapevolezza che le relazioni interpersonali che nascono per ragioni professionali siano più articolate di una mera transazione economica.”

Apprezzare il merito degli altri è un passaggio cruciale. Riconoscere che un lavoro ben svolto abbia un valore in sé richiede la capacità e la volontà di farlo. A volte può essere difficile accettare i talenti e contributi degli altri. Ma se non ci si riesce, è impossibile premiare il merito e alimentare mobilità sociale e cambiamento.

Per questo riconoscere e raccomandare chi svolge bene il proprio lavoro, qualsiasi esso sia, cercando di instaurare una relazione vera con il cliente senza vederlo solamente come un mero mezzo di guadagno ha un’importanza decisiva nel mondo del lavoro presente e futuro. Non dev’essere più solamente il business a ricevere “raccomandazioni” ma soprattutto il professionista, che farà brillare di riflesso l’azienda per cui lavora.

In eKoodo crediamo fermamente che siano le persone a fare la differenza. (LEGGI l’intervista ad Evelin, una maestra di sci iscritta a eKoodo.)

Abbiamo usato espressamente il verbo “raccomandare” perché ormai in ambito lavorativo viene molto spesso interpretato con un’accezione negativa mentre vorremmo ridonargli il suo vero significato: consigliare a qlcu. una persona o una cosa di cui si è provata la qualità o la validità.

Dato che segni di cambiamento provenienti dall’alto, governo e istituzioni prima di tutto, non sono sempre incoraggianti, dobbiamo fare in modo che il cambiamento parta da tutti noi, iniziando con piccole abitudini che in futuro potrebbero fare la differenza.

Gli esempi di chi fa bene il proprio lavoro e di chi lo riconosce e lo valorizza ci sono e aiutano a vincere questa sfiducia. Per questo meritano gratitudine. Spendere qualche minuto del proprio tempo per chi ha svolto bene il proprio lavoro ringraziandolo e raccomandandolo sulla nostra piattaforma può veramente fare la differenza per il professionista, l’azienda per cui lavora e i futuri clienti.

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